Testamento, un genitore può favorire un figlio e lasciargli di più? Cosa possono fare gli altri

È legale favorire un figlio nel testamento? Cosa dice la legge al riguardo di un tema controverso e dibattuto. 

Le questioni ereditarie sono da sempre fonte di discussioni e, talvolta, di vere e proprie rotture, liti ed aspri allontanamenti tra i membri di una stessa famiglia. La materia è particolarmente complessa e, spesso, sorgono dubbi che fomentano accese diatribe.

Un genitore può dare in eredità tutto il patrimonio ad un solo figlio?
Testamento, un genitore può favorire un figlio e lasciargli di più? Cosa possono fare gli altri-ispacnr

Una circostanza che solleva molti interrogativi, ad esempio, riguarda la possibilità per il genitore di lasciare ad un solo figlio una quota più alta rispetto a quelle spettanti agli altri. Si tratta di una pratica consentita dalla legge? Se lo chiedono in tanti, come accennato infatti, trattasi di una tematica foriera di dubbi. A seguire tutto quello che c’è da sapere al riguardo.

Testamento, un genitore può favorire un figlio e lasciargli di più? Cosa possono fare gli altri

La legge è chiara: i genitori non sono obbligati a trattare in modo uguale i figli nel testamento, non sono cioè tenuti a lasciare loro la stessa quota del proprio patrimonio. Possono, cioè, favorire un figlio rispetto agli altri, purché ciascuno di essi abbia una quota minima, sancita dalla legge, si tratta della cosiddetta: quota di legittima.

Un genitore può estromettere un erede legittimo?
Testamento, un genitore può favorire un figlio e lasciargli di più? Cosa possono fare gli altri-ilsabato.com

Il codice civile, infatti, sancisce che questa quota non può essere loro negata, neanche con una dichiarazione testamentaria contraria. I legittimari, cioè i figli, non possono essere diseredati, a meno che non ci siano casi di indegnità a succedere. Una parte del patrimonio del defunto è, dunque, riservata per legge ai legittimari, anche se il de cuius ha la possibilità di lasciare in eredità una parte cospicua ad un solo figlio.

Per calcolare la legittima spettante ai figli bisogna tenere in considerazione due fattori: i beni lasciati dal defunto al momento della morte e, le donazioni fatte in vita dal defunto agli ereti legittimari. Queste donazioni non sono altro che un anticipo della legittima, e quindi debbono essere fatte rientrare nel computo di quanto dovuto.

La legge riconosce al presunto figlio discriminato di contestare le disposizioni testamentarie o le donazioni effettuate in vita che hanno leso la sua quota di legittima. In tal caso deve adire il giudice con l’azione di riduzione per integrare la propria quota.

L’azione di riduzione può essere esercitata entro dieci anni, termine oltre il quale cade in prescrizione. Un genitore che intenda favorire un figlio nel testamento, purché rispetti le quote di legittima degli altri, può farlo attraverso l’utilizzazione della quota disponibile, ovvero facendo delle donazioni.

Change privacy settings
×